Wiersze na temat: inverno

Wiersze na temat „inverno” na Poets.by.

KontemplacyjnyGuido Gozzano

La differenza

Penso e ripenso: — Che mai pensa l’oca gracidante alla riva del canale? Pare felice! Al vespero invernale protende il collo, giubilando roca. Salta starnazza si rituffa gioca: nè certo sogna d’essere mortale nè certo sogna il prossimo Natale nè l’armi corruscanti della cuoca. — O pàpera, mia candida sorella, tu insegni che la Morte non esiste: solo si muore da che s’è pensato. Ma tu non pensi. La tua sorte è bella! Chè l’esser cucinato non è triste, triste è il pensare d’esser cucinato.
KontemplacyjnyGuido Gozzano

In casa del sopravissuto

Dalle profondità dei cieli tetri scende la bella neve sonnolenta, tutte le cose ammanta come spetri; scende, risale, impetuosa, lenta, di su, di giù, di qua, di là, s’avventa alle finestre, tamburella i vetri.... Turbina densa in fiocchi di bambagia, imbianca i tetti ed i selciati lordi, piomba dai rami curvi, in blocchi sordi.... Nel caminetto crepita la bragia e l’anima del reduce s’adagia nella bianca tristezza dei ricordi. Reduce dall’Amore e dalla Morte gli hanno mentito le due cose belle! Gli hanno mentito le due cose belle: Amore non lo volle in sua coorte,
SmutnyGiovanni Pascoli

Valentino

Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini! Solo, ai piedini provati dal rovo porti la pelle de’ tuoi piedini; porti le scarpe che mamma ti fece, che non mutasti mai da quel dì, che non costarono un picciolo: in vece costa il vestito che ti cucì. Costa; chè mamma già tutto ci spese quel tintinnante salvadanaio: ora esso è vuoto; e cantò più d’un mese, per riempirlo, tutto il pollaio. Pensa, a Gennaio, che il fuoco del ciocco non ti bastava, tremavi, ahimè!, e le galline cantavano. Un cocco! ecco ecco un cocco un cocco per te!
SmutnyGiosuè Carducci

Tedio invernale

Ma ci fu dunque un giorno Su questa terra il sole? Ci fur rose e vïole, Luce, sorriso, ardor? Ma ci fu dunque un giorno La dolce giovinezza, La gloria e la bellezza, Fede, virtude, amor? Ciò forse avvenne a i tempi D’Omero e di Valmichi: Ma quei son tempi antichi, Il sole or non è piú. E questa ov’io m’avvolgo Nebbia di verno immondo È il cenere d’un mondo Che forse un giorno fu.
MarzycielskiAda Negri

Nevicata

Sui campi e su le strade Silenzïosa e lieve, Volteggiando, la neve Cade. Danza la falda bianca Ne l’ampio ciel scherzosa, Poi sul terren si posa Stanca. In mille immote forme Sui tetti e sui camini, Sui cippi e nei giardini Dorme. Tutto dintorno è pace: Chiuso in oblìo profondo, Indifferente il mondo Tace....