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Giovanni Pascoli
Siedon fanciulle ad arcolai ronzanti,
e la lucerna i biondi capi indora:
i biondi capi, i neri occhi stellanti,
volgono alla finestra ad ora ad ora:
attendon esse a cavalieri erranti
che varcano la tenebra sonora?
Parlan d’amor, di cortesie, d’incanti:
così parlando aspettano l’aurora.
I’ MI trovai, fanciulle, un bel mattino
Di mezzo maggio in un verde giardino.
Eran d’intorno vïolette e gigli
Fra l’erba verde, e vaghi fior novelli,
Azzurri, gialli, candidi e vermigli:
Ond’io porsi la mano a côr di quelli
Per adornar i mie’ biondi capelli
E cinger di grillanda il vago crino.
I’ mi trovai, fanciulle . . .
Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo,
Vidi le rose e non pur d’un colore:
Io corsi allor per empier tutto il grembo,
Perch’era sì soave il loro odore
Che tutto mi senti’ destar el core
Di dolce voglia e d’un piacer divino.
I’ mi trovai, fanciulle . . .