Gedichte zum Thema: giardino

Gedichte zum Thema „giardino“ auf Poets.by.

VerträumtGuido Gozzano

L'assenza

Un bacio. Ed è lungi. Dispare giù in fondo, là dove si perde la strada boschiva che pare un gran corridoio nel verde. Risalgo qui dove dianzi vestiva il bell’abito grigio: rivedo l’uncino, i romanzi ed ogni sottile vestigio.... Mi piego al balcone. Abbandono la gota sopra la ringhiera. E non sono triste. Non sono più triste. Ritorna stasera. E intorno declina l’estate. E sopra un geranio vermiglio, fremendo le ali caudate si libra un enorme Papilio....
TraurigGiovanni Pascoli

Orfano

Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca: senti: una zana dondola pian piano. Un bimbo piange, il piccol dito in bocca; canta una vecchia, il mento su la mano. La vecchia canta: Intorno al tuo lettino c’è rose e gigli, tutto un bel giardino. Nel bel giardino il bimbo s’addormenta. La neve fiocca lenta, lenta, lenta.
NachdenklichGiovanni Pascoli

Novembre

Gemmea l’aria, il sole così chiaro che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, e del prunalbo l’odorino amaro senti nel cuore... Ma secco è il pruno, e le stecchite piante di nere trame segnano il sereno, e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno. Silenzio, intorno: solo, alle ventate, odi lontano, da giardini ed orti, di foglie un cader fragile. È l’estate, fredda, dei morti.
VerträumtDino Campana

Giardino autunnale (Firenze)

Al giardino spettrale al lauro muto De le verdi ghirlande A la terra autunnale Un ultimo saluto! A l’aride pendici Aspre arrossate nell’estremo sole Confusa di rumori Rauchi grida la lontana vita: Grida al morente sole Che insanguina le aiole. S’intende una fanfara Che straziante sale: il fiume spare Ne le arene dorate: nel silenzio Stanno le bianche statue a capo i ponti Volte: e le cose già non sono più. E dal fondo silenzio come un coro
FröhlichAngelo Poliziano

I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino

I’ MI trovai, fanciulle, un bel mattino Di mezzo maggio in un verde giardino. Eran d’intorno vïolette e gigli Fra l’erba verde, e vaghi fior novelli, Azzurri, gialli, candidi e vermigli: Ond’io porsi la mano a côr di quelli Per adornar i mie’ biondi capelli E cinger di grillanda il vago crino. I’ mi trovai, fanciulle . . . Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo, Vidi le rose e non pur d’un colore: Io corsi allor per empier tutto il grembo, Perch’era sì soave il loro odore Che tutto mi senti’ destar el core Di dolce voglia e d’un piacer divino. I’ mi trovai, fanciulle . . .