Poems on the topic: notte

Poems on the topic “notte” on Poets.by.

DreamyTorquato Tasso

Qual rugiada o qual pianto

Qual rugiada o qual pianto, Quai lagrime eran quelle Che sparger vidi dal notturno manto E dal candido volto delle stelle? E perchè seminò la bianca luna Di cristalline stelle un puro nembo A l’erba fresca in grembo? Perchè nell’aria bruna S’udian, quasi dolendo, intorno intorno Gir l’aure insino al giorno? Fûr segni forse della tua partita, Vita della mia vita?
DreamyGiovanni Pascoli

Notte

Siedon fanciulle ad arcolai ronzanti, e la lucerna i biondi capi indora: i biondi capi, i neri occhi stellanti, volgono alla finestra ad ora ad ora: attendon esse a cavalieri erranti che varcano la tenebra sonora? Parlan d’amor, di cortesie, d’incanti: così parlando aspettano l’aurora.
DreamyGiovanni Pascoli

L'assiuolo

Dov’era la luna? chè il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù; veniva una voce dai campi: chiù... Le stelle lucevano rare tra mezzo alla nebbia di latte: sentivo il cullare del mare, sentivo un fru fru tra le fratte; sentivo nel cuore un sussulto, com’eco d’un grido che fu. Sonava lontano il singulto: chiù...
ContemplativeGiovanni Pascoli

Il tuono

E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un canto s’udì, di madre, e il moto di una culla.
AnxiousGiovanni Pascoli

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d’un tratto; come un occhio, che, largo, esterrefatto, s’aprì si chiuse, nella notte nera.
ContemplativeGiovanni Pascoli

Il gelsomino notturno

E s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso ai miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l’erba sopra le fosse. Un’ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l’aia azzurra va col suo pigolio di stelle.
ContemplativeGiovanni Pascoli

Il bolide

Tutto annerò. Brillava, in alto in alto, il cielo azzurro. In via con me non c’eri, in lontananza, se non tu, Rio Salto. Io non t’udiva: udivo i cantonieri tuoi, le rane, gridar rauche l’arrivo d’acqua, sempre acqua, a maceri e poderi. Ricordavo. A’ miei venti anni, mal vivo, pensai tramata anche per me la morte nel sangue. E, solo, a notte alta, venivo per questa via, dove tra l’ombre smorte era il nemico, forse. Io lento lento passava, e il cuore dentro battea forte. Ma colui non vedrebbe il mio spavento, sebben tremassi all’improvviso svolo d’una lucciola, a un sibilo di vento: lento lento passavo: e il cuore a volo

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