Ultimo sogno — Riassunto

Da un immoto fragor di carrïaggi ferrei, moventi verso l’infinito tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi... un silenzio improvviso. Ero guarito.

Era spirato il nembo del mio male in un alito. Un muovere di ciglia; e vidi la mia madre al capezzale: io la guardava senza meraviglia.

Libero!... inerte sì, forse, quand’io le mani al petto sciogliere volessi: ma non volevo. Udivasi un fruscìo sottile, assiduo, quasi di cipressi;

quasi d’un fiume che cercasse il mare inesistente, in un immenso piano: io ne seguiva il vano sussurrare, sempre lo stesso, sempre più lontano.

Show the whole poemHide the poem

App Learn Poems

Prova l’app Learn Poems

Tutto il trainer del sito e molto altro: nuovi esercizi, registrazione vocale e condivisione, promemoria, ripasso veloce.

Chi parla racconta il passaggio da un frastuono ossessivo — carri e treni che corrono verso l’infinito — a un silenzio improvviso. Il male si scioglie in un respiro, e accanto al letto appare la madre; il malato la guarda senza stupore, come se quel volto fosse atteso da sempre. Si sente libero, anche se il corpo resta inerte e le mani non vogliono sciogliersi dal petto. Resta solo un fruscio sottile, simile a cipressi o a un fiume che cerca un mare inesistente in una pianura sconfinata: un suono vano che si allontana, sempre uguale. L’atmosfera è sospesa tra guarigione e congedo, dolce e funerea, come un sogno in cui la fine coincide con la quiete.

Read also

More by Giovanni Pascoli

All poems
ContemplativeGiovanni Pascoli

Il cuore del cipresso

O cipresso, che solo e nero stacchi dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto irto di cardi e stridulo di biacchi: in te sovente, al tempo delle more,
ContemplativeGiovanni Pascoli

Mezzogiorno

L’osteria della Pergola è in faccende: piena è di grida, di brusìo, di sordi tonfi; il camin fumante a tratti splende. Su la soglia, tra il nembo degli odori
ContemplativeGiovanni Pascoli

Nevicata

Nevica: l’aria brulica di bianco; la terra è bianca; neve sopra neve: gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco: cade del bianco con un tonfo lieve.