È un momento del tramonto in campagna. Nel cielo rosato spunta la prima stella; dalla badia arriva il rintocco grave di una campana, che sembra accennare a qualcosa di solenne e non detto, forse al mistero della sera o alla presenza della morte. Tra i pioppi colorati di rosa si sente un continuo scalpiccio: passa una lunga fila di contadini, muta e carica di fieno. Poi, da un’altana nera, una fanciulla che cuce accompagna canticchiando un canto venuto dai campi, mentre la campana tace. Quel canto sale da un olmo nero e isolato, come se l’albero cantasse da solo per sé.
L’atmosfera è crepuscolare e sospesa: suoni umili, colori tenui e figure silenziose creano un senso di pace malinconica e di solitudine. Lo sguardo che osserva non si dichiara, ma indugia su questi particolari con tenerezza e un’ombra di inquietudine, come se la sera portasse con sé un presentimento. La vita del paese appare raccolta, quasi in ascolto, davanti alla notte che arriva.