Poèmes sur le thème : primavera

Poèmes sur le thème « primavera » sur Poets.by.

TristeSergio Corazzini

Per organo di Barberia

Elemosina triste di vecchie arie sperdute vanità di un’offerta che nessuno raccoglie! Primavera di foglie in una via deserta! Poveri ritornelli che passano e ripassano e sono come uccelli di un cielo musicale! Ariette d’ospedale che ci sembra domandino un’eco in elemosina! Vedi: nessuno ascolta. Sfogli la tua tristezza monotona davanti
TristeGuido Gozzano

Speranza

Il gigantesco rovere abbattuto l’intero inverno giacque sulla zolla, mostrando, in cerchi, nelle sue midolla i centonovant’anni che ha vissuto. Ma poi che Primavera ogni corolla dischiuse con le mani di velluto, dai monchi nodi qua e là rampolla e sogna ancora d’essere fronzuto. Rampolla e sogna — immemore di scuri — l’eterna volta cerula e serena e gli ospiti canori e i frutti e l’ire aquilonari e i secoli futuri... Non so perchè mi faccia tanta pena quel moribondo che non vuol morire!
TristeGiovanni Pascoli

La quercia caduta

Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande morta, nè più coi turbini tenzona. La gente dice: Or vedo: era pur grande! Pendono qua e là dalla corona i nidietti della primavera. Dice la gente: Or vedo: era pur buona! Ognuno loda, ognuno taglia. A sera ognuno col suo grave fascio va. Nell’aria, un pianto... d’una capinera che cerca il nido che non troverà.
ContemplatifGiovanni Pascoli

Il nido

Dal selvaggio rosaio scheletrito penzola un nido. Come, a primavera, ne prorompeva empiendo la riviera il cinguettìo del garrulo convito! Or v’è sola una piuma, che all’invito del vento esita, palpita leggiera; qual sogno antico in anima severa, fuggente sempre e non ancor fuggito: e già l’occhio dal cielo ora si toglie; dal cielo dove un ultimo concento salì raggiando e dileguò nell’aria; e si figge alla terra, in cui le foglie putride stanno, mentre a onde il vento piange nella campagna solitaria.
RêveurGiosuè Carducci

Vignetta

La stagion lieta e l’abito gentile Ancor sorride a la memoria in cima E il verde colle ov’io la vidi prima. Brillava a l’aere e a l’acque il novo aprile, Piegavan sotto il fiato di ponente Le fronde a tremolar soavemente. Ed ella per la tenera foresta Bionda cantava al sole in bianca vesta.
TristeGiosuè Carducci

Maggiolata

Maggio risveglia i nidi, Maggio risveglia i cuori; Porta le ortiche e i fiori, I serpi e l’usignol. Schiamazzano i fanciulli In terra, e in ciel li augelli: Le donne han ne i capelli Rose, ne gli occhi il sol. Tra colli prati e monti Di fior tutto è una trama: Canta germoglia ed ama L’acqua la terra il ciel. E a me germoglia in cuore Di spine un bel boschetto; Tre vipere ho nel petto E un gufo entro il cervel.