Ada Negri
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Popolana
Giran le spole, il fil s’attorce, io canto: Ho diciott’anni in core, Due begli occhi, un telaio ed un amore, Vesto d’indiana e non conosco il pianto.
S’io snodo e sciolgo la mia treccia rossa Ove un raggio sfavilla, Nel guardo a chi m’affisa una scintilla S’accende, e in petto elettrica una scossa!
Ma passo noncurante, e rido in viso Ai tentator loquaci; Serbo per l’amor mio tutti i miei baci, E il mondo venderei pel suo sorriso!
Io l’amo; — egli è il signor della fucina, Egli è il re del martello: Alto, robusto, nerboruto e bello, A lui dappresso sembro una bambina.
Quand’egli batte il ferro arroventato Dinanzi alla fornace, E sul volto ha i riflessi della brace, E s’inturgida il collo denudato,
Io m’esalto per lui tutta d’orgoglio, E per lui tutto oblìo; Il mio demone egli è come il mio Dio, E per me sola, per me sola il voglio!....
E s’io l’attendo ne la mia soffitta, E l’ora è già trascorsa, Mi si strozza il respir dentro una morsa, E mi sento qui al sen come una fitta:
Ma un passo già risuona sulle scale.... Già l’uscio si spalanca.... La mano trema e il labbro mi s’imbianca, Ma per corrergli incontro ho ai piedi l’ale....
Nero di polve e splendido d’amore, Affranto e sorridente, Ecco, ei m’avvolge in una stretta ardente, E sento sul mio cor battergli il core.
Biografia
Ada Negri (1870-1945) è stata una poetessa e scrittrice italiana, tra le prime donne ad affermarsi nella letteratura italiana del Novecento. Nata a Lodi in una famiglia di modeste condizioni, lavorò come maestra elementare prima di dedicarsi interamente alla scrittura. La sua opera poetica si concentra sulle vite dei lavoratori, degli emarginati e delle donne, denunciando le ingiustizie sociali con toni appassionati. Lo stile delle sue poesie unisce un realismo di denuncia a una forte carica lirica e simbolica, evolvendo nel tempo verso temi più intimi e spirituali. Tra le sue raccolte più note figurano "Fatalità" (1892), "Tempeste" (1895) e "Maternità" (1904). Ada Negri fu anche autrice di romanzi e racconti, e nel 1940 fu nominata membro dell'Accademia d'Italia, prima donna a ricevere tale onore. La sua opera ha avuto ampia diffusione e ha influenzato la poesia sociale italiana del primo Novecento. È considerata una voce significativa della letteratura italiana tra verismo e decadentismo.
