La scena è autunnale: cadono le foglie, ma la massaia non prova la malinconia che invece tocca a noi, poveri afflitti. Il suo vecchio cuore resta sereno perché il cortile è pieno di galletti vispi, al mattino sente i richiami delle galline utili, il granaio è colmo e il vino fermenta cantando nel tino.
Verso sera, intorno a lei, le ragazze fiorenti dagli occhi pensosi intonano stornelli mentre sfogliano il granturco; i bambini giocano rumorosi tra i cartocci. Il quadretto crea un clima caldo e concreto, fatto di abbondanza domestica, voci quotidiane e piccola felicità raccolta. Il contrasto con “noi grami” rende più forte la pace di questo mondo contadino: non un autunno di perdita, ma una stagione piena.