Galline — Riassunto

Al cader delle foglie, alla massaia non piange il vecchio cor, come a noi grami: che d’arguti galletti ha piena l’aia;

e spessi nella pace del mattino delle utili galline ode i richiami: zeppo il granaio; il vin canta nel tino.

Cantano a sera intorno a lei stornelli le fiorenti ragazze occhi pensosi, mentre il granturco sfogliano, e i monelli ruzzano nei cartocci strepitosi.

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La scena è autunnale: cadono le foglie, ma la massaia non prova la malinconia che invece tocca a noi, poveri afflitti. Il suo vecchio cuore resta sereno perché il cortile è pieno di galletti vispi, al mattino sente i richiami delle galline utili, il granaio è colmo e il vino fermenta cantando nel tino.

Verso sera, intorno a lei, le ragazze fiorenti dagli occhi pensosi intonano stornelli mentre sfogliano il granturco; i bambini giocano rumorosi tra i cartocci. Il quadretto crea un clima caldo e concreto, fatto di abbondanza domestica, voci quotidiane e piccola felicità raccolta. Il contrasto con “noi grami” rende più forte la pace di questo mondo contadino: non un autunno di perdita, ma una stagione piena.

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