Un brontolio lontano apre la scena: il temporale si annuncia prima all’orecchio, come un brusio cupo e ancora indecifrabile. Poi lo sguardo corre all’orizzonte: verso il mare appare rosso e quasi infuocato, verso i monti è nero come la pece, e in mezzo restano stracci di nubi chiare. Nel buio si intravede appena un casolare, isolato, paragonato a un’ala di gabbiano. Non c’è una storia, solo una sequenza rapidissima di impressioni visive e sonore. Ne nasce un’atmosfera sospesa, carica di attesa e di contrasti violenti: il rosso del fuoco contro il nero, il brontolio lontano contro il silenzio. Si sente l’aria ferma e greve che precede lo scroscio, con una leggera inquietudine, come se la natura trattenesse il respiro prima di rompere l’equilibrio. Quel casolare, così isolato nel buio, resta l’unico elemento fermo in un paesaggio sul punto di accendersi.
Temporale — Riassunto
Un bubbolìo lontano...
Rosseggia l’orizzonte, come affocato, a mare: nero di pece, a monte, stracci di nubi chiare: tra il nero un casolare: un’ala di gabbiano.