Il poeta si rivolge ad alcuni pellegrini che attraversano la città in lutto e appaiono assorti in pensieri lontani. Vengono da molto lontano, si vede dal loro aspetto, eppure non piangono passando per la città addolorata, come se non capissero la gravità di ciò che è accaduto. Chi parla li invita a fermarsi ad ascoltare: il cuore gli dice, attraverso i sospiri, che se ne andranno in lacrime. La città ha perduto la sua Beatrice, e ogni parola che si può dire di lei ha la forza di far piangere. Il tono è dolente e pieno di tenerezza: non c’è rabbia, ma lo stupore di chi vive un dolore così grande da sembrare impossibile che gli altri non lo condividano. L’atmosfera è raccolta e sospesa, segnata da una tristezza profonda e da un amore che continua oltre la perdita.
Deh peregrini che pensosi andate — Riassunto
Deh peregrini, che pensosi andate Forse di cosa che non v’è presente, Venite voi di sì lontana gente, Come alla vista voi ne dimostrate? Che non piangete, quando voi passate Per lo suo mezzo la città dolente, Come quelle persone, che neente Par che intendesser la sua gravitate. Se voi restate, per volerla udire, Certo lo core ne’ sospir mi dice, Che lagrimando n’uscirete pui. Ella ha perduta la sua Beatrice; E le parole, ch’uom di lei può dire, Hanno virtù di far piangere altrui.