Pianto antico — Riassunto

L’albero a cui tendevi La pargoletta mano, Il verde melograno Da’ bei vermigli fior,

Nel muto orto solingo Rinverdí tutto or ora E giugno lo ristora Di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta Percossa e inaridita, Tu de l’inutil vita Estremo unico fior,

Sei ne la terra fredda, Sei ne la terra negra; Né il sol piú ti rallegra Né ti risveglia amor.

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Un padre si rivolge al figlio morto: il melograno di casa, a cui il bambino tendeva la manina, è tornato verde e fiorito. Nel giardino muto e solingo giugno ridà luce e calore, e la vita sembra ricominciare. Ma questa rinascita non tocca il piccolo. Nell’ultima strofa il figlio è chiamato fiore della pianta del padre, ormai colpita e inaridita: ora sta nella terra fredda e nera, dove né il sole né l’amore possono più svegliarlo.

Il contrasto tra il melograno che rinasce e il bambino che resta sepolto crea un dolore quieto e trattenuto, quasi arido. Non c’è consolazione: solo la constatazione amara che la natura continua a vivere mentre chi si ama non c’è più.

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