Carducci mette in scena un momento sospeso al tramonto: lontano dalla folla, sotto una pergola verde, la voce poetica è con Lidia, e con loro ci sono il vino e l’amore, accolti come amici divini. La luce cala e si riflette rosea nel bicchiere, dorata tra i capelli di lei; una rosa pallida langue sulle ciocche nere e fa nascere una dolce tristezza che frena l’ardore del desiderio. Anche il paesaggio partecipa: il mare geme, i pini sembrano cantare, i colli tendono le braccia al sole come per chiedere l’ultimo bacio. Mentre l’ombra avanza e l’ora precipita, il poeta chiede a Lidia baci, occhi, labbra e braccia. È un invito pieno di desiderio, ma velato dalla consapevolezza che tutto sta per finire: un’atmosfera sensuale e insieme malinconica.
Ruit hora — Riassunto
O desïata verde solitudine lungi al rumor de gli uomini! qui due con noi divini amici vengono, vino ed amore, o Lidia.
Deh, come ride nel cristallo nitido Lieo, l’eterno giovine! come ne gli occhi tuoi, fulgida Lidia, trïonfa amore e sbendasi!
Il sol traguarda basso ne la pergola, e si rifrange roseo nel mio bicchiere: aureo scintilla e tremola fra le tue chiome, o Lidia.
Fra le tue nere chiome, o bianca Lidia, langue una rosa pallida; e una dolce a me in cuor tristezza súbita tempra d’amor gl’incendii.
Dimmi: perché sotto il fiammante vespero misterïosi gemiti manda il mare là giú? quai canti, o Lidia, tra lor quei pini cantano?
Vedi con che desío quei colli tendono le braccia al sole occiduo: cresce l’ombra e li fascia: ei par che chiedano il bacio ultimo, o Lidia.
Io chiedo i baci tuoi, se l’ombra avvolgemi, Lieo, dator di gioia: io chiedo gli occhi tuoi, fulgida Lidia, se Iperïon precipita.
E precipita l’ora. O bocca rosea, schiuditi: o fior de l’anima, o fior del desiderio, apri i tuoi calici: o care braccia, apritevi.