Chi parla torna a rivedere la Maremma toscana, una terra che sente legata al proprio carattere: da lì gli vengono l’atteggiamento fiero, il canto sdegnoso e la continua tensione tra odio e amore. Il ritorno gli fa balzare il cuore, ma il riconoscere i luoghi familiari avviene con occhi incerti tra il sorriso e il pianto, perché dietro quelle forme ritrova le tracce dei sogni giovanili.
Subito emerge un bilancio amaro: molto di ciò che ha amato e desiderato appare vano, la vita gli sembra una corsa senza traguardo e il domani si avvicina come una caduta. Tuttavia, nella chiusa, le colline lontane con le nebbie sfumanti e il piano verde bagnato dalle piogge mattutine gli offrono una pace quieta. Il tono è malinconico ma dolce: il rimpianto si scioglie in una consolazione venuta dal paesaggio.