La scena notturna mostra un interno raccolto: alcune fanciulle siedono ad arcolai che ronzano, illuminate da una lucerna che accende d’oro i loro capelli biondi. Di tanto in tanto volgono alla finestra gli occhi neri e brillanti, come se scrutassero il buio. La domanda che attraversa i versi — attendono forse cavalieri erranti nella tenebra sonora? — non riceve risposta, e resta sospesa. Parlano d’amore, di cortesie, d’incanti: il loro conversare evoca un mondo di fiaba e di attese cavalleresche. Chi guarda osserva la scena con tenerezza partecipe. L’atmosfera è sognante, un po’ irreale: il ronzio dei telai, l’oro della lucerna, le stelle degli occhi e il buio esterno creano un contrasto fra il caldo spazio domestico e il mistero della notte. Tutto si chiude sull’attesa dell’aurora, come se il tempo fosse sospeso tra veglia e sogno.
Notte — Riassunto
Siedon fanciulle ad arcolai ronzanti, e la lucerna i biondi capi indora:
i biondi capi, i neri occhi stellanti, volgono alla finestra ad ora ad ora:
attendon esse a cavalieri erranti che varcano la tenebra sonora?
Parlan d’amor, di cortesie, d’incanti: così parlando aspettano l’aurora.