Dolcezze — Riassunto

Il mio cuore è una rossa macchia di sangue dove io bagno senza possa la penna, a dolci prove

eternamente mossa. E la penna si muove e la carta s’arrossa sempre a passioni nove.

Giorno verrà: lo so che questo sangue ardente a un tratto mancherà,

che la mia penna avrà uno schianto stridente... ... e allora morirò.

Show the whole poemHide the poem

App Learn Poems

Prova l’app Learn Poems

Tutto il trainer del sito e molto altro: nuovi esercizi, registrazione vocale e condivisione, promemoria, ripasso veloce.

Il cuore, in questi versi, è una rossa macchia di sangue in cui il poeta bagna la penna. La scrittura nasce da quella ferita: ogni verso è una “dolce prova”, un tentativo carico di passione che arrossa la carta e si rinnova continuamente. Non c’è gioia leggera, ma una dedizione quasi fisica, dolorosa e insieme tenera. Nella seconda parte il tono si fa più cupo: il sangue, fonte della poesia e della vita, prima o poi finirà. Allora la penna avrà uno “schianto stridente”, un rumore secco di rottura, e la morte coinciderà con la fine dello scrivere. Il componimento crea un clima intimo e fragile, sospeso tra dolcezza e presagio di esaurimento, come se vivere e scrivere fossero un’unica fiamma precaria.

Read also

More by Sergio Corazzini

All poems
SadSergio Corazzini

Spleen

Cosa mi canterai tu questa sera? Voglio ancora tristezze. Cantami la canzone più
SadSergio Corazzini

Il cuore e la pioggia

O mia piccola dolce casa, vergine rossa c’hai vergogna e ti celi in un manto di foglie qua e là strappato, ancora nell’occhio si raccoglie un pianto triste e il cuore prova una fredda scossa
ContemplativeSergio Corazzini

Elemosina del sonno

Piccolo vecchio lebbroso, tu sogni, le mani sul ventre, nell’ombra della via suburbana odorata di gelsomini,