Elemosina del sonno
Piccolo vecchio lebbroso, tu sogni, le mani sul ventre, nell’ombra della via suburbana odorata di gelsomini, sogni che ti hanno incoronato re dei re!
È dunque la tua reggia maravigliosa, questa che fiammeggia come un rogo? Sono tue queste logge sul mare? E quei vascelli d’oro? Vengono a te da favolosi reami li omaggi stupendi?
E quel buffone gobbo, vestito di campanelli d’argento, narra a te un’originale storia sentimentale per farti sghignazzare a tradimento?
Piccolo vecchio lebbroso, non sorridere così! L’alba grida da un’ora per la via, Destati! Non vedi che taluno s’è fermato a guardare quel tuo sorriso muto d’idiota, mentre tu seguiti a sognare, le mani sul ventre, quella tua grande felicità ignota?