Poesie sull''argomento: sogno

Poesie sull''argomento «sogno» su Poets.by.

ContemplativeGuido Gozzano

Il buon compagno

Non fu l’Amore, no. Furono i sensi curiosi di noi, nati pel culto del sogno.... E l’atto rapido, inconsulto ci parve fonte di misteri immensi. Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi l’ultimo bacio e l’ultimo sussulto, non udii che quell’arido singulto di te, perduta nei capelli densi. E fu vano accostare i nostri cuori già riarsi dal sogno e dal pensiero; Amor non lega troppo eguali tempre. Scenda l’oblio; immuni da languori si prosegua più forti pel sentiero, buoni compagni ed alleati: sempre.
DreamyGiovanni Pascoli

Ultimo sogno

Da un immoto fragor di carrïaggi ferrei, moventi verso l’infinito tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi... un silenzio improvviso. Ero guarito. Era spirato il nembo del mio male in un alito. Un muovere di ciglia; e vidi la mia madre al capezzale: io la guardava senza meraviglia. Libero!... inerte sì, forse, quand’io le mani al petto sciogliere volessi: ma non volevo. Udivasi un fruscìo sottile, assiduo, quasi di cipressi; quasi d’un fiume che cercasse il mare inesistente, in un immenso piano: io ne seguiva il vano sussurrare, sempre lo stesso, sempre più lontano.
DreamyGiovanni Pascoli

Rio Salto

Lo so: non era nella valle fonda suon che s’udia di palafreni andanti: era l’acqua che giù dalle stillanti tegole a furia percotea la gronda. Pur via e via per l’infinita sponda passar vedevo i cavalieri erranti; scorgevo le corazze luccicanti, scorgevo l’ombra galoppar sull’onda. Cessato il vento poi, non di galoppi il suono udivo, nè vedea tremando fughe remote al dubitoso lume; ma voi solo vedevo, amici pioppi! Brusivano soave tentennando lungo la sponda del mio dolce fiume.
DreamyGiovanni Pascoli

Patria

Sogno d’un dì d’estate. Quanto scampanellare tremulo di cicale! Stridule pel filare moveva il maestrale le foglie accartocciate. Scendea tra gli olmi il sole in fascie polverose: erano in ciel due sole nuvole, tenui, róse: due bianche spennellate in tutto il ciel turchino. Siepi di melograno, fratte di tamerice, il palpito lontano d’una trebbïatrice,
DreamyGiovanni Pascoli

Il sonnellino

Guardai, di tra l’ombra, già nera, del sonno, smarrendo qualcosa lì dentro: nell’aria non era che un cirro di rosa. E il cirro dal limpido azzurro splendeva sui grigi castelli, levando per tutto un sussurro d’uccelli; che sopra le tegole rosse del tetto e su l’acque del rio cantavano, e non che non fosse silenzio ed oblìo: cantavano come non sanno cantare che i sogni nel cuore, che cantano forte e non fanno rumore.
ContemplativeGiosuè Carducci

Traversando la Maremma toscana

Dolce paese, onde portai conforme L’abito fiero e lo sdegnoso canto E il petto ov’ odio e amor mai non s’addorme, Pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto. Ben riconosco in te le usate forme Con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto, E in quelle seguo de’ miei sogni l’orme Erranti dietro il giovenile incanto. Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano; E sempre corsi, e mai non giunsi il fine; E dimani cadrò. Ma di lontano Pace dicono al cuor le tue colline Con le nebbie sfumanti e il verde piano Ridente ne le pioggie mattutine.

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