Il sonnellino
Guardai, di tra l’ombra, già nera, del sonno, smarrendo qualcosa lì dentro: nell’aria non era che un cirro di rosa.
E il cirro dal limpido azzurro splendeva sui grigi castelli, levando per tutto un sussurro d’uccelli;
che sopra le tegole rosse del tetto e su l’acque del rio cantavano, e non che non fosse silenzio ed oblìo:
cantavano come non sanno cantare che i sogni nel cuore, che cantano forte e non fanno rumore.
E io mi rivolsi nel blando mio sonno, in un sonno di rosa, cercando cercando cercando quel vecchio qualcosa;
e forse lo vidi e lo presi, guidato da un canto d’uccelli, non so per che ignoti paesi più belli...
che pure ravviso, e mi volgo, più belli, a guardarli più buono... Ma tutto mi toglie la folgore... O subito tuono!...
ch’hai fatto succedere a un’alba piaciuta tra il sonno, passata nel sonno, una stridula e scialba giornata!