La neve scende silenziosa e lieve sui campi e sulle strade, volteggiando nell’aria; i fiocchi danzano scherzosi nel cielo ampio, poi si posano stanchi al suolo. A poco a poco il paesaggio si addormenta sotto mille forme immobili: sui tetti, sui camini, sui cippi e nei giardini. Tutto intorno è pace: il mondo, indifferente, tace immerso in un oblio profondo. È un quadretto invernale sospeso, dominato dal bianco e dal silenzio.
Ma dentro questa calma immensa il cuore della voce che parla si risveglia. Il silenzio non resta vuoto: riporta a galla i ricordi e un amore sopito. La serenità del paesaggio è attraversata da una nota di nostalgia, come se il bianco della neve cancellasse il presente e lasciasse riaffiorare con dolcezza ciò che sembrava dimenticato. È una quiete che assomiglia a un risveglio emotivo, non a un semplice riposo.