Il titolo richiama un canto di primavera, e infatti le prime tre strofe mettono in scena un maggio pieno di energia: risveglia nidi e cuori, porta insieme ortiche e fiori, serpi e usignoli. I fanciulli gridano per terra, gli uccelli in cielo, le donne hanno rose nei capelli e sole negli occhi. Tra colli, prati e monti tutto sembra intessuto di fiori; l’acqua, la terra e il cielo germogliano e amano. Poi il tono cambia all’improvviso. La voce che dice “io” resta fuori da questa festa: nel suo cuore germoglia non un prato, ma un boschetto di spine; nel petto sente tre vipere e nel cervello un gufo. È un’immagine cupa, quasi da incubo: il risveglio della natura non porta gioia, ma pensieri velenosi e notturni. La poesia crea così un contrasto netto tra la pienezza luminosa di maggio e un malessere interiore che non sa fiorire.
Maggiolata — Riassunto
Maggio risveglia i nidi, Maggio risveglia i cuori; Porta le ortiche e i fiori, I serpi e l’usignol.
Schiamazzano i fanciulli In terra, e in ciel li augelli: Le donne han ne i capelli Rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli prati e monti Di fior tutto è una trama: Canta germoglia ed ama L’acqua la terra il ciel.
E a me germoglia in cuore Di spine un bel boschetto; Tre vipere ho nel petto E un gufo entro il cervel.