Guido Gozzano racconta un ripensamento dopo un incontro che pareva d’amore. Non fu amore, dice il parlante: furono i sensi curiosi, nati per il culto del sogno, e l’atto rapido parve fonte di misteri immensi. Dopo l’ultimo bacio, però, resta solo un singhiozzo arido, e accostare i cuori è vano: entrambi sono già riarsi dal sogno e dal pensiero, e due temperamenti troppo simili non si legano nell’amore. Il tono è di lucida malinconia, senza dramma. Il parlante accetta la fine e chiede che scenda l’oblio; non vuole languori, ma propone di andare avanti più forti lungo il sentiero, da buoni compagni e alleati per sempre. È un addio dolceamaro che trasforma la rinuncia all’amore in un’affettuosa, disincantata alleanza.
Il buon compagno — Riassunto
Non fu l’Amore, no. Furono i sensi curiosi di noi, nati pel culto del sogno.... E l’atto rapido, inconsulto ci parve fonte di misteri immensi.
Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi l’ultimo bacio e l’ultimo sussulto, non udii che quell’arido singulto di te, perduta nei capelli densi.
E fu vano accostare i nostri cuori già riarsi dal sogno e dal pensiero; Amor non lega troppo eguali tempre.
Scenda l’oblio; immuni da languori si prosegua più forti pel sentiero, buoni compagni ed alleati: sempre.