La voce che parla è quella di una ragazza del popolo appena diciottenne: canta mentre lavora al telaio, fiera dei suoi occhi, della sua treccia rossa e del suo amore. Si sente piena di vita e respinge con allegria chi prova a corteggiarla, perché tutti i suoi baci sono per il fabbro, un uomo alto e forte che ai suoi occhi è insieme «demone» e «Dio». Il suo orgoglio si accende quando lo immagina curvo sulla forgia, nero di polvere e illuminato dal fuoco. Nell’attesa, la passione diventa ansia, quasi un dolore al petto; poi bastano un passo sulle scale e una porta che si apre per trasformarla in slancio. L’abbraccio finale restituisce un’intimità calda e concreta: due cuori che battono insieme, in un mondo di lavoro, desiderio e fierezza popolare.
Popolana — Riassunto
Giran le spole, il fil s’attorce, io canto: Ho diciott’anni in core, Due begli occhi, un telaio ed un amore, Vesto d’indiana e non conosco il pianto.
S’io snodo e sciolgo la mia treccia rossa Ove un raggio sfavilla, Nel guardo a chi m’affisa una scintilla S’accende, e in petto elettrica una scossa!
Ma passo noncurante, e rido in viso Ai tentator loquaci; Serbo per l’amor mio tutti i miei baci, E il mondo venderei pel suo sorriso!
Io l’amo; — egli è il signor della fucina, Egli è il re del martello: Alto, robusto, nerboruto e bello, A lui dappresso sembro una bambina.
Quand’egli batte il ferro arroventato Dinanzi alla fornace, E sul volto ha i riflessi della brace, E s’inturgida il collo denudato,
Io m’esalto per lui tutta d’orgoglio, E per lui tutto oblìo; Il mio demone egli è come il mio Dio, E per me sola, per me sola il voglio!....
E s’io l’attendo ne la mia soffitta, E l’ora è già trascorsa, Mi si strozza il respir dentro una morsa, E mi sento qui al sen come una fitta:
Ma un passo già risuona sulle scale.... Già l’uscio si spalanca.... La mano trema e il labbro mi s’imbianca, Ma per corrergli incontro ho ai piedi l’ale....
Nero di polve e splendido d’amore, Affranto e sorridente, Ecco, ei m’avvolge in una stretta ardente, E sento sul mio cor battergli il core.