Un vecchio canuto e pallido lascia il luogo dolce dove ha trascorso l’esistenza, mentre la famiglia sbigottita lo vede venire meno. Trascina il corpo segnato dagli anni nelle ultime giornate della vita, rotto e stanco del cammino, ma si aiuta con la sola forza del desiderio. Giunge a Roma per contemplare il volto di Cristo, quell’immagine che spera di rivedere in cielo. Così, ahimè, anche il poeta cerca talvolta in altre donne, per quanto è possibile, la forma vera e desiderata della donna amata. Il paragone crea un tono intimo e malinconico: la fatica del pellegrino diventa figura dell’inquietudine amorosa; l’amore appare come una ricerca di qualcosa di assoluto, un’immagine quasi sacra che si vorrebbe ritrovare, ma che resta sempre altrove.
Movesi il vecchierel canuto et biancho — Riassunto
Movesi il vecchierel canuto et biancho del dolce loco ov’à sua età fornita et da la famigliuola sbigottita che vede il caro padre venir manco;
indi trahendo poi l’antiquo fianco per l’extreme giornate di sua vita, quanto piú pò, col buon voler s’aita, rotto dagli anni, et dal camino stanco;
et viene a Roma, seguendo ’l desio, per mirar la sembianza di colui ch’ancor lassú nel ciel vedere spera:
cosí, lasso, talor vo cerchand’io, donna, quanto è possibile, in altrui la disïata vostra forma vera.