Il bambino tiene tra le dita una mela lucida e perfetta e indugia prima di addentarla, quasi avesse paura di rovinare tanta bellezza. Dopo il primo morso, però, mangia in fretta: ogni boccone gli sembra scipito perché lo sguardo è già rivolto al morso successivo. In pochi attimi la mela è finita, e il bambino arriva al torso accorgendosi di non averne quasi sentito il gusto.
È una piccola parabola sul desiderio e sull’attenzione: chi si incanta troppo sull’aspetto delle cose, o guarda sempre ciò che verrà, finisce per non assaporare il presente. Il tono è lieve, ma lascia una sfumatura di malinconia: quella mela così bella diventa insapore proprio perché gli occhi l’hanno ammirata troppo, togliendo alla bocca ogni piacere.